Lunedì, 09 Gennaio 2012 10:43

Carlo Shofolahan nella storia

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Carlo Shofolahan si è conquistato un posto negli annali biancazzurri, ed entra di diritto nella storia della nostra società e del campionato di Eccellenza abruzzese con uno di quei gesti tecnici che in pochissimi sarebbero stati capaci di imitare.

Che fosse un bravo attaccante era risaputo, che fosse uno sprinter nato non meraviglia nessuno, ma che dopo aver segnato un gol potesse smettere i panni (o quasi...) dell'attaccante e nella stessa gara andare in porta a parare un rigore a 90° minuto scaduto, contro una delle squadre più forti del campionato, avendo contro un rigorista come Soria e con i suoi rimasti in dieci uomini, francamente in pochi lo avrebbero mai potuto immaginare. Se a ciò aggiungiamo che in preda alla più totale trance agonistica da undici metri, dopo la prodezza sul rigore si è anche prodotto in una uscita di pugni degna del miglior Buffon, e dopo aver superato il dubbio che forse avrebbe potuto sbagliare il ruolo in campo, si può capire invece come sia la semplice personificazione dello spirito agonistico e sportivo che ogni squadra dovrebbe rispecchiare, che porta un atleta ad attingere ad ogni più remota risorsa per il perseguimento della vittoria, o anche pareggio per questa volta. Il pallone ha raccontato già simili storie, nelle quali un giocatore va in porta in conseguenza dell'espulsione del proprio portiere a sostituzioni terminate. Tra i professionisti ci sono vari casi di calciatori trasformatisi in estremi difensori con ottimi risultati. L'esempio più recente ci porta nella stagione 2008/2009 quando è addirittura Edin Dzeko, allora al Wolfsburg, ad essere beffato dal centrocampista Jan Rosenthal che si mette i guantoni a difesa della porta del suo Hannover e la spunta alla grande. Nel nostro campionato di serie A altri due esempi: stagione 2004/2005, Udinese - Lecce di Coppa Italia, al 90° David Di Michele dell'Udinese para un rigore a Mirko Vucinic e salva il sonante 5-4 in favore dei suoi; stagione 1999/2000 Fabio Bilica, ruvido difensore del Venezia respinge il rigore al bomber ucraino del Milan, Andriy Shevchenko. Comune denominatore di tutti i casi è che a calciare i rigori sbagliati sono sempre stati degli autentici campioni, unica differenza con il nostro caso è che stavolta il campione era anche quello in porta!

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