Il record di imbattibilità in 1° categoria nel 74-75

Iniziò un periodo favorevole con una società sempre meglio organizzata, specie con l’avvento alla presidenza del dott. Berardino Timperi, uno sportivo originario di San Demetrio dei Vestini (AQ), che si trasferì a Pineto dopo aver fatto il tenente medico all’ospedale militare di Chieti. Intorno a lui si coagulò un gruppo di dirigenti (Giovanni Sacchini, Renato Brocco, Vincenzo Coletti, Fernando Di Febo, Giuseppe Arangiaro, Antonio Assogna, ecc.) che riuscirono a coinvolgere l’intero paese intorno alla squadra, facendola crescere anche di stile con la vittoria nel ‘73-74 dell’unica coppa (fino ad oggi) del premio disciplina.


Questo gruppo dirigenziale diventò ancor piu efficace con la venuta a Pineto dell'industriale Silvio Capelletto, ex presidente del Deportivo Italia di Caracas. Diventò presidente onorario della società e con il suo accattivante entusiasmo apportò freschezza e simpatia intorno all’A.S. Pineto, trascinando i dirigenti più timidi e riservati. E fu in quegli anni (dal ‘73 al ‘78) che Pineto riuscì a costruirsi una solida fama calcistica nel settore dilettantistico abruzzese, divenendo sede ambita per diversi giocatori dell’Abruzzo. Venne assunto un bravo allenatore nella persona di Mario Ghinazzi, un aretino vissuto a San Benedetto, ex mezzala della Sambenedettese, che lasciò a Pineto un’impronta.
Pretese che sul terreno di gioco del vecchio "Druda" si mettesse la pozzolana per assorbire Ia pioggia ed evitare lo strato sabbioso. Fece acquistare poi un piccolo, grande giocatore, Augusto Feliziani, che insieme all’oriundo italo-argentino Aldo Ammazzalorso, formò una terribile coppia di goleador, veri castigamatti delle difese avversarie. Nella 1a categoria del ‘74-75, la squadra vinse un campionato memorabile con 28 partite utili consecutive, distanziando la seconda classificata (Guardiagrele) di ben 11 punti.


"Fu un’annata indimenticabile - ricorda Vincenzo Coletti, un dirigente pluriennale del Pineto - in quel campionato nulla veniva lasciato d’intentato. Non scorderò mai una domenica, quando insieme a mia moglie, partii alla volta di Taranto per andare a riprendere ii marinaio Feliziani per farlo giocare nel pomeriggio. Ripartii dalla città pugliese verso le 11 dopo la cerimonia del giurarnento, ed arrivai a Pineto alle 15,30, durante l’intervallo della partita Pineto-Guardiagrele con il punteggio del primo tempo inchiodato sullo 0-0. Non appena ii pubblico vide Felixa il marinaio, esplose in un boato e in un attimo vincemmo la partita per 2-0. Lui, Augusto, non fece una grossa prestazione ma fu determinante la carica psicologica esercitata sui compagni".
Tutta la squadra insieme a Ghinazzi fu eccezionale, tanto che il record dell’imbattibilità di 28 giornate, stabilito per ii settore dilettanti e che ancora resiste, valse al Pineto una breve apparizione alla trasmissione televisiva sportiva Dribbling, condotta da Nando Martellini e in onda il sabato sera sulla rete due.
Queste tutte le cifre di quell’annata record: 72 gol segnati cosìI divisi: Ammazzalorso 22, Feliziani 21, Giorgetti 8, Levarato 6, Criscuolo 5, Marcheggiani 5, De Patre 3, Ranieri e Balducci 1. Partite vinte 20, pareggiate 8, nessuna sconfitta e soli 15 gol subiti.

Le quindici squadre erano: Pineto, Guardiagrele, Villamagna, Tollo, Scerni, Notaresco, Tortoreto, Pro Pescara, Castelfrentano, Penne, Ursus Pescara, Porto Pe, Martinsicuro, Atletico Pescara, Fara S.Martino. Ed ecco la formazione tipo: Gualandris, Di Giacomo, Montani, Criscuolo, Montese, Ranieri, Marcheggiani, De Patre, Ammazzalorso, Feliziani, Giorgetti. Completavano la rosa: Colancecco, Balducci, Levarato. Al termine dell’ultima partita casalinga (Pineto-Penne 5-0), ci fu un entusiasmo generale con un lungo carosello di auto imbandierate con vessilli biancoazzurri che, dopo la sfilata per le vie cittadine, invase Atri e Silvi per lanciare la sfida ai tradizionali cugini che già militavano nel campionato di promozione.
"E' stato un periodo molto bello, - confida il presidente di quel tempo Timperi, - con ricordi suggestivi e indelebili. Per otto anni ho diretto il Pineto calcio con l’aiuto e la collaborazione di molti amici che mi hanno fatto amare ed apprezzare ulteriormente Pineto che, su invito e consiglio del compianto e per me indimenticabile Cesare Ciferni, ho scelto come luogo della mia dimora. Ringrazio ii mondo del calcio perchè mi ha facilitato l’inserimerrto nel mio nuovo paese e sarò sempre disponibile ad aiutarlo".


"Ho scoperto Pineto, - confida l’altro artefice Silvio Capelletto, - su continui inviti in Venezuela degli amici Assogna, Cerolini, De Gabrielis, Di Febo e Nocella (legati al calcio degli anni cinquanta ed emigrati in Venezuela n.d.a.) che mi decantavano sempre le bellezze naturali del loro paese. Cominciai a venirci in vacanza negli anni settanta e da allora me ne innamorai anch’io. In un certo senso si può dire che anche ii calcio pinetese ha contribuito a farmi venire e poi a rimanerci con la mia famiglia. Della mia esperienza come dirigente dell’A.S. Pineto ricordo volentieri che la serata del venerdì, dedicata alla riunione del direttivo calcistico, costituiva per me ma anche per gli altri, un’occasione piacevole di svago e di incontro. Era un gradito appuntamento settimanale perchè insieme stavamo bene a meraviglia".
E nelle parole di Silvio è racchiuso il segreto dei successi di quegli anni e la base per quelli seguenti fino ai giorni nostri.

(testo amichevolmente concesso da Enrico Romanelli)

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