Aprile 1964: la sparatoria

L’episodio piu importante del campionato avvenne il 12 aprile 1964, quando al campo "Druda", dopo la partita Pineto-Ursus Pescara, vinta dai pescaresi per 2-1 (gol del solito Marcheggiani), ci furono dei gravissimi incidenti tra la folla e le forze dell’ordine culminati con una sparatoria. Ma ecco il vivo racconto di un testimone e diretto protagonista.


"Quella domenica di primavera non l’ho più scordata, - racconta Francesco Ruggieri - mi trovavo al campo come tanti per assistere alla partita di campionato. L’arbitro, molto contestato dal pubblico durante la gara per non aver annullato le reti degli ospiti segnate in sospetta posizione di fuorigioco, fu atteso a lungo dalla folla davanti agli spogliatoi. Qualche tifoso propose anche di stanarlo ricorrendo alla polvere di zolfo da irrorare attraverso una finestra con un mantice, ma non se ne fece nulla anche perchè di lì a poco si decise ad uscire dallo spogliatoio. Svolgevano il servizio d’ordine i carabinieri della caserma di Silvi. Ad un tratto, nella ressa che ne seguì, ii brigadiere incominciò a picchiare dei ragazzi fermi nei pressi del cancelletto d’ingresso. Fra questi c’erano mio fratello Giacomo e Gianfranco Marcone che, esortando il compagno ad allontanarsi, proferì una frase un po’ troppo ironica all’indirizzo delle forze dell’ordine, provocando la reazione del brigadiere che ne ordinò l’arresto immediato. Il Marcone, preso dallo spavento, tentò la fuga ma un carabiniere, nel tentativo di rincorrerlo, inciampò in una zolla del terreno e cadde maldestramente. Ii pubblico scoppiò in una risata ed un carabiniere estrasse la pistola e sparò.


Marcone si bloccò perchè sentì la pallottola sibilargli vicino, fu preso e schiaffeggiato dalle forze dell’ordine. Fui uno dei primi ad accorrere per cercare di aiutarlo. Un carabiniere tentò di colpirmi con le manette che teneva in mano, ma schivai il colpo e le manette finirono per terra. Le raccolsi io stesso e le restituii mentre accorreva altra gente. Nella confusione che seguì, ne approfittai per tornarmene a casa. Per questo fatto fummo processati insieme a Daniele De Ascentiis, Pasquale Montese e Domenico Palestini che furono assolti, mentre Marcone, mio fratello ed io fummo condannati con la condizionale ed ancora oggi risentiarno di quella condanna. Da quel giorno persi l’interesse per il calcio e solo di rado sono tornato allo stadio".
Il campionato fu vinto dal Montesilvano davanti all’ Ursus Pescara e al Pineto.


Nel successivo campionato del 64-65 il Pineto, con la formazione: Levarato, Luzi, Di Gregorio, Mazzocchetti, Merletti, Marcone, Marcheggiani II, Marcheggiani I, Corneli, Balducci, Paradisi e con allenatore ancora Di Ludovico, riuscì a classificarsi primo davanti al Miglianico e al Roseto II. Ma nello spareggio per l’ammissione al torneo regionale al quale parteciparono Castel di Sangro, Sambuceto e San Vito, venne ancora una volta eliminato. Anche nel 65-66 si ripetè lo stesso risultato con l’allenatore locale Renato Brocco che racconta: "Mancavano due partite alla fine del campionato che conducevamo con quattro punti di vantaggio sul Silvi del focoso amico Carlo Serafini. La penultima partita in casa contro il Silvi decisi, in una primitiva conferenza stampa tenuta alla Pensione Coletti alle ore undici della domenica, di non far giocare il beniamino locale, Tommaso Corneli, che da ex silvarolo teneva molto a scendere in campo. Il duro provvedimento disciplinare era dovuto al fatto che durante ii campionato aveva disertato spesso gli allenamenti settimanali. Ricordo che si ribellò tutto lo staff dirigenziale, ma tenni duro e Corneli non giocò. La partita la perdemmo per 2-1 ed allora non mi restò che rassegnare le dimissioni e la squadra disputo le finali regionali senza l' allenatore".
Furono molto avvincenti le gare di spareggio Pineto-Atessa (3-4) e Pratola-Pineto (5-4) con diverse ernozioni, ma ii Pineto si classificò terzo, dietro all'Atessa e al Pratola.


Dopo i tre sfortunati spareggi, il Pineto disputò altri quattro campionati di 2 categoria con alterna fortuna, finchè in quello del ‘70-71 fu ammesso meritatamente alla prima categoria per il terzo posto conquistato in quello precedente (furono ammesse le prime cinque) con alla guida tecnica il binomlo locale Brocco-Corneli che nel frattempo si erano riappacificati.

(testo amichevolmente concesso da Enrico Romanelli)

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