77-78: il primo campionato di serie D con amara retrocessione

Un piccolo paese, al disotto dei diecimila abitanti, si affacciò alla ribalta del calcio semiprofessionista, al fianco di grosse città con una più robusta tradizione calcistica. Il Pineto, con Timperi e Capelletto alla testa della società e con l’allenatore Brandimarte riconfermato, fu inserito nel girone D pugliese-lucano insieme alle altre tre abruzzesi: Francavilla, Lanciano e Rosetana. C'erano inoltre: Andria, Bisceglie, Fasano, Gallipoli, Lavello, Manfredonia, Martina Franca, Melfi, Mola, Monopoli, Nardò, Potenza, Squinzano e Virtus Casarano.

Fu un campionato sfortunato che si concluse con una immediata retrocessione per un solo gol nella differenza reti a vantaggio del Nardò. Retrocedettero nei dilettanti anche Virtus Casarano e Manfredonia mentre l’Andria fu radiata per una selvaggia aggressione dei propri tifosi all’arbitro. Salirono in C2 Gallipoli, Lanciano, Potenza e Monopoli. Le cause della retrocessione furono molteplici. Innanzitutto il comportamento del pubblico che non fu caloroso e nemmeno numeroso, ed in più critico in diverse occasioni. Poi il grave infortunio pre-campionato del goleador Feliziani (distorsione dei legamenti al ginocchio) causò sconforto e sgomento tanto che inizialmente si ebbero tre sconfitte casalinghe consecutive (Bisceglie, Lanciano, Gallipoli), costringendo la società ai rinforzi nel mercato di novembre con gli acquisti del tornante Vernisi dalla ProVasto e della punta Zamar dal Giulianova, appesantendo cosi l’esposizione finanziaria. I continui infortuni, inoltre, a parecchi giocatori (Ammazzalorso, Tancredi, Criscuolo, Marcheggiani) costrinsero l’allenatore a variare spesso la formazione. I pochi gol realizzati (18), infine, così distribuiti: Zamar 5, Vernisi 5, Di Marco 2, Ammazzalorso, Balducci, Marcheggiani, Pavone, Santarelli e Screno con un gol a testa, furono determinanti nella differenza reti all’atto della retrocessione.
Ma il motivo più importante furono le dimissioni di Brandimarte (continuamente contestato dal pubblico) dopo la sconfitta casalinga con lo Squinzano per 2-0, avvenuta il 12 febbraio 1978. Fino ad allora il Pineto aveva totalizzato 21 punti in 21 partite e quindi stava in piena media salvezza, quando mancavano soltanto 12 partite alla fine del campionato. La squadra venne provvisoriamente affidata all’allenatore del settore giovanile Tomei che la guidò onorevolmente a Gallipoli contro la capolista in una sconfitta di misura per 1-0.

Nella settimana successiva la società si affrettò ad assumere, su consiglio di Abramo Pagani, l’aretino Alberto Bazzarini che però non conosceva il calcio meridionale. In 12 partite conquistò 9 punti (2 vittorie e 5 pareggi), ma non riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione. Continuando, invece, con la media di Brandimarte di un punto a partita si poteva forse evitare un epilogo così amaro.
Ed ecco la formazione con tutti i giocatori utilizzati: Cesarini (Delli Pizzi), Marcheggiani (Dell’Elce), Druda (Balducci), Santarelli (Criscuolo), Filosofi (Sereno), Tancredi, Di Marco (Vagnoni), Vernisi, Zamar (Feliziani), Pavone (Flacco), Ammazzalorso (Piccirilli). Come si vede una rosa molto ampia con venti giocatori quando c'era ancora la panchina corta con soli tre uomini fino al quattordicesimo. Feliziani entrò in squadra nel girone di ritorno a Bisceglie (1-0) il 22 gennaio 1978, rilevando al 62° minuto il centrocampista Di Marco e nelle successive partite fu impiegato spesso a mezzo servizio. I derby si conclusero con questi risultati: Pineto-Rosetana 1-0 e 2-1: Pineto-Francavilla 0-0 e 0-1; Pineto-Lanciano doppio 0-1.

 

(testo amichevolmente concesso da Enrico Romanelli)

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