1953-54: il primo campionato di Promozione

Nell’anno 1953-54 Pineto si affacciò per la prima volta alla ribalta del calcio regionale, disputando il primo campionato di promozione che dava diritto alla squadra vincente di accedere direttamente nel calcio professionistico.
"Dopo due campionati vinti consecutivamente, - ricorda Ettore Santarelli, uno dei presidenti di quell’annata, - ci preparammo con molto entusiasmo per ii campionato di promozione. Facemmo del sacrifici notevoli per gli alti costi e le magrissime entrate. Non dimentico mai l’euforia del pubblico e dei dirigenti, anche se eravamo consapevoli di fare il passo più lungo della gamba, ma dopo le belle vittorie della 2a e 1a Divisione non potevamo certo tirarci indietro, anche se alla fine, per le enormi difficoltà incontrate, non ce la facemmo ad evitare la retrocessione". Infatti fu una disfatta e iniziò una profonda crisi del calcio pinetese che durò fino al 1961 per oltre sei anni, facendo perdere, purtroppo, per mancanza di attività ufficiale l’anzianità calcistica risalente al 1950.


I motivi della crisi furono molteplici. Innanzitutto la disputa delle gare interne a Roseto, perchè il campo di Pineto non era regolamentare (senza recinzione e con misure ridotte), mise in evidenza l’ostilità mista a gelosia dei rosetani e la difficoltà dei tifosi pinetesi a raggiungere il vicino campo di gara.
I primi risultati negativi, poi, misero in risalto la fragilità della struttura della società che avvicendò ben tre presidenti e tre allenatori in uno stesso campionato (roba da far invidia anche alle società odierne). Il presidente iniziale fu Ettore Santarelli che dette ancora fiducia all’allenatore Ventura e i prirni risultati furono soddisfacenti. Ma cominciarono i primi disaccordi tra alcuni dirigenti che portarono ad una serie di errori. I soliti infaticabili, oltre al presidente, erano: Antonio Passerini, Pierino Daidone, Salvatore Di Febo, Pasqualino Italiani, Umberto Di Febo, Federico Catucci, Abramo Nocella, ecc. Dopo alcuni risultati negativi, ci fu la sostituzione del Presidente e dell’allenatore e subentrò Pasqualino Italiani che fece ritornare Ughetto Di Febo. Ma dopo qualche settimana fu esonerato anche Ughetto e la squadra venne affidata a Piccioni, un ex giocatore della Rosetana, mentre la presidenza andò in un modo rocambolesco allo studente universitario Giovanni Sacchini. Questi studiava a Bologna e ricevette una raccomandata nella quale gli si comunicava che ii Comitato Direttivo del Pineto calcio lo aveva eletto presidente.


Dalle continue sostituzioni di presidenti e allenatori si capisce che fu un’annata difficile e travagliata in cui tutto andava per il verso storto e, nel tentativo di rimediare, si commettevano sempre nuovi errori. Influirono naturalmente gli acquisti sbagliati. Se ne fecero anche di importanti, quali Rofi e Marà del Teramo, ma il secondo non giocò mai perchè la società non poteva rimborsargli le mezze giornate che perdeva sul posto di lavoro (era fattorino all’INT) per gli allenamenti.
Furono acquistati anche Diomede dal Roseto e Spada dal Pescara e quando si infortunarono Osvaldo Assogna e Domenico Brocco, furono prelevati con eccessiva superficialità Del Zompo e Guidetti dalla Sambenedettese, ma gli infortunati erano di gran lunga superiori.
Assogna non rientrò più in squadra soprattutto per l’opposizione del padre, mentre Brocco, fermo per un paio di mesi, rientrò solo nel girone di ritorno quando tutto era già compromesso. L’unico giocatore locale che fu sempre presente fu Francesco Rapini, mentre ii giovane Camillo Di Gregorio fu impiegato solo in alcune partite finali.
Un altro fattore negativo fu la stagione infelice del portiere Parisciani che attraversò un periodo critico e il suo sostituto, Brandimarte, non risultò all’altezza. Fu un campionato duro e difficile tra le migliori squadre abruzzesi. Ii Pineto lottò contro Celano, Chieti, Città S.Angelo, Guardiagrele, Giulianova, Lanciano, Nereto, Ortona, Teramo, Termoli, Ursus Pescara e Sulmona. Furono fatti tre incassi favolosi con Giulianova, Lanciano e Teramo che "ci permisero di coprire diverse spese anche se non riuscimmo a pagare due viaggi al tassista Gino Di Domenico", testimonia con onestà Antonio Passerini. E' risaputo che l’arguto tassinaro ha scontato ii suo credito con ii Pineto calcio, negando per un determinato periodo ii suo contributo alla squadra.
Il campionato fu vinto dal Giulianova dell'allenatore-giocatore Ottino, dopo una lotta avvincente gomito a gomito con il Lanciano. Retrocesse insieme al Pineto ii Nereto. La formazione iniziale del Pineto fu la seguente: Parisciani, Spada, Assogna, Diodati, Diomede, Brocco, Cianfarani, Rofi, Rapini, De Santis, Pavone. Quella successiva, invece, era cosi composta: Brandimarte, Spada, Del Zompo, Rofi, Diomede, Diodati, Cianfarani, Guidetti, Rapini, De Santis (Di Gregorio), Pavone.


(testo amichevolmente concesso da Enrico Romanelli)

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